Introdotto da Giovanni Lettieri, coordinatore del progetto e membro del direttivo CYU, che ha condotto i lavori senza incertezze, Toni Viterale, Presidente di CYU ha sottolineato che “il proposito di creare una testata giornalistica registrata è una delle numerose azioni adottate dall’associazione per promuovere il protagonismo dei giovani”, puntando sulla crescita delle competenze chiave indicate dal Consiglio d’Europa e sull’incremento di sinergie per prendersi cura efficacemente delle proprie comunità, assumendo ruoli di responsabilità nelle istituzioni e nella società civile. “CYU ha una visione chiara, approdo delle azioni di empowerment giovanile messe in campo e che spesso colma in maniera sussidiaria i deficit della parte pubblica: educazione non formale e formazione applicate allo sviluppo del terzo settore e dell’imprenditorialità di qualità nelle aree interne. Si tratta di una strategia antiabbandono calibrata sulle persone, sulla migliore risorsa a nostra disposizione”. Giuseppe Coccorullo, Presidente dell’Ente Parco Cilento, Vallo di Diano ed Alburni, ha ribadito “l’impegno dell’Ente Parco per la valorizzazione delle aree interne, con atti concreti e mobilitando la filiera istituzionale per combattere lo spopolamento accanto associazioni come Cilento Youth Union, che opera stabilmente sul territorio da quasi 10 anni, invogliano di giovani a restare e rimboccarsi le maniche”. Per Arianna Di Cianni, Vicepresidente e Direttrice dell’associazione, #CilentoYouthRadio “risponde al bisogno di spazi di ascolto per i giovani, come luoghi virtuali e fisici in cui possano sentirsi accolti e supportati, in cui possano non solo ascoltare, ma anche essere ascoltati, promuovendo un dialogo attivo tra di loro e la comunità. CYU vive in nome della fiducia nei giovani, investe in di loro e si batte affinché, promuovendo opportunità di crescita e realizzazione, sia affermato il “diritto di restare”.
Tommaso Pellegrino, Consigliere Regionale della Campania, con un passato da deputato, Sindaco di Sassano e Presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni, ha concluso la prima parte del simposio, lodando l’azione di CYU, un’associazione “in crescita costante, che ho seguito sin dalla sua nascita e che ho oggi, coerente con la visione iniziale, svolge un’opera preziosa per il territorio. Le attività di CYU APS hanno sempre come protagonisti i giovani, che vanno a maturare esperienze in Europa, che guardano oltre i confini dei propri territori, scorgendo un futuro di cui non hanno paura. I giovani devono andare a confrontarsi con altre realtà, costruendo un’idea più aperta possibile. Quando questi giovani decidono di tornare sui propri territori, la classe dirigente deve metterli in condizione di poterlo fare liberamente, pienamente. Oggi CYU APS propone un’iniziativa che al contempo contiene una visione e una declinazione viva e concreta. Peraltro, io sono un assertore di questo straordinario mezzo di comunicazione. Le radio libere che hanno rappresentato un baluardo a difesa della libertà di espressione. Su mia proposta, il Consiglio Regionale ha deliberato, con il favore di tutte le forze politiche, l’istituzione della Giornata celebrativa, che corrisponde al 28 luglio, data della storica sentenza della Corte costituzionale che legittimò, nel 1976, le trasmissioni radiofoniche, liberalizzando l’etere, chiudendo la stagione del monopolio radiofonico”..
Don Gianni Citro, Presidente della Fondazione Meeting del mare CREA e parroco di Marina di Camerota e ideatore del Meeting del mare, con un contributo video, ha offerto alla platea una riflessione prorompente, profonda ed intensa, evidenziando quanto la parola possa essere un fattore di difesa e cambiamento, di libertà, capace di rigenerare l’anima di un territorio, di raccontarla ripristinando la voce di comunità che hanno tanto da dire al mondo. Un messaggio intriso di ispirazione e contemplazione che si fanno realtà viva, pragmatica, come nello stile di un pensatore acuto, di un sensibile decodificatore di linguaggi come Don Gianni: “C’è un Cilento invisibile dell’anima, meraviglioso e ricchissimo, che va raccontato per il futuro della nostra vita e della nostra storia.
CilentoYouthRadio evoca il tema della giovinezza coniugato, in maniera provocatoria e stimolante, alla nostra amata terra cilentana, afflitta da uno stereotipo di vecchiaia. Un approccio simile che adotta giovinezza significa volere riesplorar il territorio, approfondirlo, conoscerlo sempre di più, poterlo presentare, comunicare, raccontare proiettandolo nel futuro, tirando fuori le energie più genuine, più autentiche di questo territorio e della sua anima. Uno studio del Cilento, considerando il senso peregrino dell’espressione di applicarsi attivamente, amare, libero, creativo giovane condotto attraverso la radio.
Diviene, dunque, sempre più complicato ripopolare di giovani e di giovinezza la terra cilentana e spesso il paesaggio umano del Cilento diventa un paesaggio che si colora delle tinte della malinconica solitudine dell’isolamento, dello spopolamento. La radio evoca l’energia, la forza e l’entusiasmo della giovinezza che parla di Cilento: lo trovo di grande interesse!
Riprendere la parola significa riprendere in mano le sorti del territorio: Infatti, sinonimo dello spopolamento è lo zittimento. I territori che non hanno molto consenso da esprimere sono destinati ad esser zittiti e il fatto che ci sia una realtà di giovani professionisti, di giovani intellettuali, di giovani appassionati che vogliono sovvertire questo dramma è da ammirare.
La parola ha un potere inventivo, poietico: #cilentoyouthradio è un progetto di comunicazione che contiene ed esercita il diritto alla giovinezza di un intero territorio. Riprendere la parola è manifestazione di un diritto di una geografia sociale, culturale, politica stracolma di senso, di umanità, di storia, di cultura, di pietà popolare e religiosa, di sentimento popolare.
Riprendere la parola diventa così la mission affidata a questo progetto: dissipare il grigio silenzio a cui è costretto un territorio come il Cilento dall’anima profondissima e da raccontare – riprendere la parola come mettersi in gioco, riacquisire visibilità, tornare ad avere voce in una situazione in cui spesso si è inascoltati.
Riprendere la parola in un contesto di dittatura dell’immagine: è diventato complicato l’uso della parola con i più giovani, parola come strumento di identificazione delle cose, del reale, veicolo del pensiero, delle visioni, delle idee, delle emozioni. Sembra come fosse stata un po’ svuotata perché è stata sopraffatta dall’avvento delle immagini.
Riprendere la parola è ristrutturarla, riscoprirla come strumento autentico, verace di contatto con l’altro, di contatto con i singoli, con le masse, di presenza nei mezzi di comunicazione, sui canali social:
Restituire alla parola la poiesis, la magia di essere quello strumento fonetico capace di far esistere cose che nella realtà tangibile non esistevano. La parola ha avuto sempre il potere, la facoltà di dare vita a cose invisibili.
Qui si parla di raccontare il futuro attraverso la radio, strumento che prediligerà la parola sull’immagine, dal momento che noi sentiremo e non vedremo.
Io credo che ci sia un Cilento invisibile, un Cilento di valori meravigliosi, di storie molto profonde, un Cilento fatto di strutture, di fibre, di anima, che non è il Cilento delle risorse ambientale, bellissimo, ma è il Cilento degli ambienti interiori, dell’umanità cilentana: e tutto ciò può venire alla luce solo attraverso i racconti, solo attraverso una nuova epopea dei racconti.
Il compito della radio è quello di crear una nuova epica, perché c’è dell’epica nella vita dei cilentani. Probabilmente è questo che il mondo vuole vedere e lo vuole vedere attraverso le parole, quelle che rendono visibili cose altrimenti invisibili; e ciò che resta nell’invisibile potrebbe anche esser destinato a perdersi, quindi precipitare nel silenzio. Ciò che viene reso visibile, udibile attraverso la parola, prende vita.
E se da un lato don Gianni Citro elogia la parola, elogia la sua forza nel trasformare qualcosa di invisibile in qualcosa di tangibile e consapevole, dall’altro lato la lectio magistralis di Giovanni Zagni, direttore di Pagella Politica, esorta attenzione nell’uso della stessa, nella comprensione della sua veridicità e manipolazione da parte dei media, grandi o piccoli che siano. L’intervento del direttore, dal titolo “Fact-checking e partecipazione” è fonte di ispirazione per tutti i giovani (cilentani) che hanno il desiderio di intraprendere la stimolante ma ardua via del giornalismo.