Abitare Comunità arriva al suo terzo appuntamento e propone una nuova riflessione sul rapporto tra persone, territorio e spazi che viviamo ogni giorno.
Dopo aver affrontato nei precedenti incontri il tema della partecipazione e degli spazi giovanili, questa volta il percorso si è concentrato sulla percezione e sulla relazione con lo spazio: come guardiamo i luoghi che abitiamo? Come li percepiamo? E soprattutto, quanto siamo consapevoli del modo in cui possiamo viverli, prendercene cura e contribuire a trasformarli?
Il terzo appuntamento di Abitare Comunità è partito proprio da queste domande, coinvolgendo i partecipanti in un’esperienza di osservazione, confronto e progettazione collettiva.
Abitare Comunità e il rapporto con gli spazi
Uno degli obiettivi di Abitare Comunità è riflettere sul modo in cui le persone vivono il proprio territorio.
Nel terzo incontro, la domanda di partenza è stata particolarmente semplice ma allo stesso tempo profonda:
come nasce il nostro rapporto con gli spazi che viviamo ogni giorno?
Spesso attraversiamo piazze, strade e luoghi pubblici quotidianamente senza soffermarci sulle loro caratteristiche, sulle relazioni che producono o sulle possibilità che potrebbero offrire.
Guardare uno spazio con maggiore attenzione significa invece imparare a riconoscerne elementi, dinamiche e potenzialità.
Ed è proprio questo che i partecipanti hanno sperimentato durante il nuovo appuntamento di Abitare Comunità.
Dal paesaggio come bene comune alla comunità
L’incontro è iniziato con un momento di approfondimento dedicato al rapporto tra ambiente, paesaggio e comunità.
La riflessione ha preso le mosse dall’Articolo 9 della Costituzione italiana, che tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione e, nella sua formulazione attuale, la biodiversità e gli ecosistemi anche nell’interesse delle future generazioni.
Il percorso ha poi toccato la Convenzione Europea del Paesaggio e il concetto di paesaggio come bene comune.
Questi riferimenti hanno permesso di introdurre una domanda importante: se il paesaggio appartiene alla comunità, quale ruolo possiamo avere noi nella sua cura e nella sua trasformazione?
La risposta non riguarda soltanto le istituzioni.
Anche la comunità può diventare protagonista nella conoscenza, nella cura e nella valorizzazione degli spazi che vive.
Abitare Comunità: imparare a osservare il territorio
Dopo la parte introduttiva, i partecipanti sono usciti all’aperto per osservare il territorio attraverso uno sguardo diverso.
L’attività si è concentrata su Piazza Regina Elena, analizzata attraverso un apposito kit di osservazione.
L’obiettivo non era stabilire se la piazza fosse uno spazio bello o brutto.
Era imparare a leggerla.
Osservarla con attenzione ha permesso ai partecipanti di interrogarsi sulle percezioni, sulle relazioni e sulle dinamiche che caratterizzano quello spazio.
Quali sono i suoi punti di forza?
Quali sono le criticità?
Come viene vissuto?
Quali possibilità offre?
E quali potenzialità potrebbero essere sviluppate?
Sono domande che spesso non ci poniamo quando attraversiamo quotidianamente un luogo.
Guardare uno spazio con occhi diversi
Uno degli elementi più interessanti del terzo appuntamento di Abitare Comunità è stato proprio il cambio di prospettiva.
Uno spazio quotidiano può apparire completamente diverso quando lo si osserva con intenzionalità.
Il kit di osservazione ha aiutato i partecipanti a concentrarsi su diversi aspetti del luogo, cercando di comprendere come viene percepito e utilizzato.
Questo tipo di esercizio permette di passare da una fruizione automatica dello spazio a una maggiore consapevolezza.
Non si tratta semplicemente di osservare.
Si tratta di capire come viviamo uno spazio e come quello spazio influenza le relazioni tra le persone.
La psicologia della Gestalt e la percezione dello spazio
Durante l’incontro è stato affrontato anche il tema della psicologia della Gestalt, utilizzata come strumento per ragionare sul modo in cui percepiamo gli spazi.
La Gestalt permette di riflettere sul rapporto tra le singole parti e l’insieme, e questo approccio può essere particolarmente interessante quando si osserva un luogo vissuto dalla comunità.
Uno spazio non è infatti composto soltanto da elementi fisici.
È fatto anche dalle persone che lo frequentano, dalle attività che vi si svolgono, dalle relazioni che si creano e dalle sensazioni che suscita.
Per questo, progettare uno spazio significa anche chiedersi come verrà vissuto dalla comunità.
La comunità come protagonista nella cura del territorio
Un altro tema emerso durante l’incontro riguarda il ruolo della comunità nella cura degli spazi.
Se impariamo a conoscere meglio i luoghi che viviamo, possiamo anche sviluppare una maggiore consapevolezza nei loro confronti.
La comunità può quindi diventare non soltanto utilizzatrice di uno spazio, ma anche curatrice e protagonista della sua vita.
Questo principio è particolarmente importante quando si parla di giovani.
Coinvolgere le nuove generazioni nella lettura e nella progettazione degli spazi significa dare loro la possibilità di sviluppare un rapporto più consapevole con il territorio.
I giovani al centro di Abitare Comunità
Il coinvolgimento dei giovani è uno degli elementi che attraversano l’intero percorso di Abitare Comunità.
Anche in questo terzo appuntamento, l’attenzione è stata rivolta alla necessità di rendere le nuove generazioni protagoniste del rapporto con il territorio.
Non soltanto utenti degli spazi pubblici, ma persone capaci di osservarli, interpretarli e immaginare come potrebbero essere vissuti in modo diverso.
La partecipazione dei giovani diventa quindi uno strumento per costruire una comunità più consapevole e attiva.
Dal territorio al collage collettivo
Dopo il momento di osservazione, il percorso è tornato alla dimensione collettiva.
I partecipanti hanno condiviso ciò che avevano osservato e hanno costruito insieme un collage collettivo fatto di immagini, parole e suggestioni.
Il collage è diventato una sorta di restituzione visiva dell’esperienza.
Ma soprattutto ha permesso di mettere insieme percezioni individuali diverse per costruire una rappresentazione collettiva.
È proprio questo passaggio a rendere significativo il lavoro di Abitare Comunità: partire dall’esperienza personale per arrivare a una riflessione condivisa.
Quale comunità vogliamo abitare?
Il collage collettivo ha aperto una riflessione più ampia sul paesaggio e sulla comunità che desideriamo abitare.
Non si tratta soltanto di immaginare spazi più belli.
Si tratta di chiedersi quali luoghi vogliamo costruire, come vogliamo viverli e quali relazioni vogliamo favorire al loro interno.
Abitare un territorio significa infatti anche partecipare alla sua trasformazione.
E questa trasformazione può partire proprio dalla capacità di osservare ciò che già esiste, riconoscerne il valore e immaginare nuove possibilità.
La prima parte di Abitare Comunità si conclude
Con questo terzo appuntamento si chiude la prima parte del percorso Abitare Comunità.
Dopo gli incontri dedicati alla partecipazione, agli spazi giovanili e alla percezione del territorio, il progetto si prende una pausa durante l’estate.
Ma il percorso non si conclude.
Come raccontato durante l’incontro, Abitare Comunità tornerà a settembre con una nuova fase di progettazione accompagnata dai giovani che hanno partecipato al percorso.
L’obiettivo è continuare a lavorare sui temi affrontati e sviluppare nuove attività.
Abitare Comunità torna a settembre
La pausa estiva rappresenta quindi soltanto un momento di passaggio.
A settembre riprenderà il percorso di Abitare Comunità, con una nuova progettazione e nuove occasioni di confronto.
È prevista inoltre la possibilità di realizzare, tra settembre e marzo 2027, un nuovo training dedicato al tema dell’abitare comunità, continuando a coinvolgere i giovani nella progettazione.
Il percorso continua quindi a crescere attraverso le persone che vi partecipano.
Un pezzettino di comunità alla volta
Il terzo appuntamento di Abitare Comunità ha mostrato ancora una volta come osservare un luogo possa diventare il punto di partenza per una riflessione molto più ampia.
Guardare una piazza con occhi diversi significa interrogarsi sul modo in cui la viviamo.
Parlare di paesaggio significa parlare di responsabilità.
Coinvolgere i giovani significa dare loro la possibilità di contribuire alle trasformazioni del territorio.
E costruire un collage insieme significa mettere in comune percezioni, idee e desideri.
Con il terzo appuntamento si chiude quindi la prima parte di Abitare Comunità, ma il percorso è pronto a ripartire.
A settembre si torna a lavorare insieme, un pezzettino di comunità alla volta. 💚

